Flavio Pirini presenta “Canzoni di Spessore”

Flavio Pirini 21 gennaio 2014 (ché poi è domani). La Salumeria della Musica di Via Pasinetti, 4 Milano (ché poi praticamente è in Via Ripamonti). Una serata speciale. Una serata “di spessore”. Flavio Pirini presenta infatti al pubblico il suo ultimo “Canzoni di spessore”.

Un disco che è un sunto. Un disco che è un viaggio (invero del tutto ciclotimico). Un disco che è una passeggiata libera da appuntamenti ma piena, indiscutibilmente piena, di incontri. Il Virgilio di questo errare sui generis è senz’altro l’Ironia.

Fin dal titolo, infatti, Pirini irride l’amara sorte dei cantautori destinati (pare) a poter (leggi, “dover”) scrivere solo canzoni impegnate (ché poi in genere sono canzoni tristi, ché poi alla fine fa più intellettuale dire canzoni di spessore – per l’appunto).

Un gioco portato avanti, poi, con grazia ed equilibrio durante tutto l’album. Dodici brani perfettamente studiati per fare da altalena tra l’anima comica ereditata degli ascolti di Gaber e Jannacci (solo per citarne alcuni) e dalle ben note collaborazioni di Flavio Pirini con il mondo del cabaret meneghino, e l’anima da cantautore più autentico. Un dialogo (probabilmente notturno) tra due se stessi che cercano di mettersi d’accordo e trovano (probabilmente all’alba) una complicità inaspettata: quella che viene dall’accettarsi reciprocamente, curandosi i difetti a vicenda. Allora l’ironia alleggerisce i toni, ben disponendo all’ascolto di tematiche più…tristi (sì, inutile cercare sinonimi superflui) e la profondità (tu chiamala se vuoi anche malinconia) dalla sua fa sì che anche nei sorrisi non si celi mai il piglio stucchevole della banalità.

Se tiriamo una riga, “Canzoni di spessore” è il ritratto più sincero ed elegante di un artista multiforme, un artista che si appresta all’interpretazione di tutti i generi, rifuggendo in senso quasi categorico le stringenti etichette del settore. Tante le collaborazioni che impreziosiscono le sonorità dell’album (una su tutte quella di Mell Morcone). Potenti le parole che meritano almeno un doppio ascolto e che sono capaci di rendere intensi anche i momenti in cui gli arrangiamenti si fanno un po’ troppo prudenti. Un disco di canzoni che racconta una grande voglia di mettere nero su bianco il proprio lavoro, un disco irrazionale perché guidato (e si sente) più dal cuore che dalla mente, un disco che alla fine ti riporta indietro, seduto a domandarti: “e la morale?”. La risposta inequivocabile e bellissima chiude la traccia 8. Buon ascolto. E ci vediamo martedì. 

Flavio Pirini

presenta

Canzoni di spessore in Salumeria della Musica

Martedì 21 gennaio 2014 – ore 21.30

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