Fan Report: Francesco De Gregori Live Alcatraz Milano – Sulla Strada Tour

Francesco De Gregori ha concluso la prima parte del suo “Sulla Strada Tour”, che riprenderà a Marzo 2013 (biglietti già disponibili). Noi abbiamo assistito alla tappa del 29/11/12 @ Alcatraz, Milano. Abbiamo fatto qualche foto per voi, e scelto di lasciarvi al racconto di una grande fan di Francesco, presente con noi all’evento. Una fan di quelle che ha “Rimmel” autografato. La Ile.
Capita a tutti una giornata in stile Sliding Doors. Capita di prendere la metropolitana giusta (o quella sbagliata?) e rincasare in tempo per vedere quello che non vorresti vedere. Capita che magari sia anche andata storta al lavoro, i soliti litigi, le solite storie. Capita che quella stessa sera ci sia in programma un concerto. E capita che la voglia di vederlo abbia fatto le valigie, insieme a tutto il resto. Le vere sliding doors si aprono in quel momento, quando decidi di andarci lo stesso. Ti accoccoli sui gradini bevendo una birra e pensando che vorresti essere capace di non pensare. Poi all’improvviso si abbassano le luci e bastano un paio di accordi per ammutolire il brusio generale. Ti fai un po’ più avanti, quanto basta per riconoscere la sagoma slanciata ed inconfondibile: una chitarra in mano ed  un cappello sulla testa.
Francesco apre il concerto seduto sul suo sgabello con “Sulla strada”, pezzo del nuovo – omonimo – album, che potrebbe far parte del suo repertorio evergreen per come il ritornello ti entra in testa e si lascia canticchiare già al secondo riff. La scaletta distribuisce in apertura tutte le nuove tracce che il tour sta promuovendo, lasciando sapientemente crescere l’attesa per i pezzi intramontabili. E così ecco “Passo d’Uomo”, “Ragazza del ’95″ ,“Omero al cantagiri” per finire il tour tra i testi di recente nascita con la melodica “Guarda che non sono io”.

“Cammino per la strada/ Qualcuno mi vede/E mi chiama per nome/Si ferma e vuol sapere/ E mi domanda qualcosa/ Di una vecchia canzone”  Ed il pubblico non vede l’ora di accendersi sulle note di qualche vecchio successo.

Ecco quindi l’atteso salto nel passato con “Titanic” e l’inno “Viva l’Italia”, che inizia a far cantare il pubblico dell’Alcatraz. Si prosegue con pezzi meno frequentati come “L’Aggettivo Mitico”, “Il cuoco di Salò” e “Il Panorama di Betlemme”, fino a che il concerto non tocca il suo culmine facendosi poesia con la sempre emozionante  “Generale” in versione unplugged ed un’inaspettata Bellamore, intensa da togliere il fiato. Si prosegue con “Finestre Rotte” ,“La Casa”, “Un Guanto”, “Sempre e per Sempre” per finire con “Santa Lucia”, canzone tanto amata dallo scomparso amico Lucio Dalla. Proprio in suo onore il cantutore romano, sugli ultimi accordi, seduto al suo piano, si lascia andare ad un breve tributo all’amico fischiettando  le note iniziali di “Com’è Profondo il Mare”. Di nuovo un pezzo unplugged con “Vai in Africa, Celestino”, un veloce ritorno al nuovo album con “Showtime”, per arrivare all’incantevole “Rimmel” che riesce a far ballare l’intero Alcatraz in una sorprendente versione reggae. Francesco si concede una sola, breve, pausa nelle due ore e 15 minuti di concerto, per la presentazione della band, prima di chiudere con “La Donna Cannone”, “Buonanotte Fiorellino” e un’inedita versione di “Can’t help falling in love” di Elvis. Una buona carrellata del nuovo lavoro, ben studiata, sapientemente costellata di citazioni, arrangiamenti e vecchi successi, che – pur lasciando indietro pezzi come Alice, La leva calcistica della classe ’68, Pablo, Viaggi&Miraggi – non lascia affatto a bocca asciutta. E su quarant’anni di discografia, non è un’impresa da poco. Francesco c’è e si capisce che è su questo palco perchè vuole esserci, non perchè qualcuno glielo ha imposto, come ha sottolineato lui stesso nell’intervista con Linus della sera precedente nello spazio Feltrinelli di piazza Piemonte. “Come si fa a non volervi bene?” sono le uniche parole di Francesco al suo pubblico milanese. La risposta l’ha lasciata nella sua musica. Le risposte sono spesso nella musica.

“Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola ”

La Ile

Foto by Anji:

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