Dejavù degli anni ’60 ’70 con le sonorità dei Lenula: “Profumi D’Epoca” la recensione

Un ritmo istintivo. Il suono intenso e seducente delle tastiere, il riff penetrante e distorto della chitarra, i testi e che indicano la strada da percorrere. Un viaggio nella propria coscienza. “Profumi D’Epoca” in uscita oggi 2 Novembre  per  Pelagònia Dischi / la FaBBRica / VenUs, l’album d’esordio dei Lenula. “Registrato in giorni troppo freddi per essere in aprile, forse per volontà di un mistral carico di secoli. missato nel vento caldo di Minosse, venuto al seguito di Caronte, forse entrambi infuriati dagli spergiuri contro la culla d‘Europa.. gli ingredienti esterni giocano sempre la loro parte.”  Gli elementi esterni si sentono. I Lenula sono degni discepoli dei meravigliosi anni ‘60 e ‘70, ma non ne sono cristallizzati, il loro sound non è una riproposizione nostalgica di quei tempi. Non si possono classificare in una casella ben precisa di “genere”, i LeNula non parlano un linguaggio convenzionale,  propongono una loro “cura” ai mali dell’Uomo contemporaneo attraverso la poesia e la musica. Giocano infatti  con la tradizione swing nostrana, contaminandola  con una chiara matrice psichedelica,  ed il rock, il tutto accompagnato da un arrangiamento curato minuziosamente, e i testi  raffinati che richiamano i notturni blues d’oltreoceano. Registrato in due settimane, in una casa di campagna allestita a studio. Nel mezzo della prateria delle Petrose, nella terra del Primitivo, tra i riverberi dei vecchi armadi di legno. Il primo lavoro discografico dei Lenula, composto da 11 tracce, maturate dopo anni di scrittura, scivolano come vino buono, genuino, frutto di fatica e passione, inebriante. 

I tre di Villa Castelli, Gabriele Paparella (chitarra e voce), Ciro Nacci (piano e synth) e Fabio Miccoli (batteria), descrivono amore e morte, dialoghi esistenziali e le ossessioni che l’individuo cova dentro di sé. L‘Uomo, nell’estenuante ricerca dell‘anima, lotta contro i propri demoni interiori, esorcizzando le paure attraverso gli odori, i suoni, i colori che la vita quotidianamente gli propone a cui solo la musica può porre rimedio aprendo le porte della percezione. Nessuna forma di presunzione, è tutto puro, pulito, onesto. Un’onestà dimostrata nell’impegno della ricerca del loro personalissimo sound e modo di comporre, che si lascia andare in passaggi febbrili e repentini cambi di tempo  per sfogarsi in sfuriate di rock progressivo o in deviazioni psycho-blues. Questo è “Profumi d‘epoca una serie di racconti in cui i personaggi, naufraghi nella storia, con l’occhio vigile annusano quest’epoca, la vivono fino in Fondo, e, pur non essendo eroi, cercano in maniera viscerale una “vera” libertà, passando attraverso paradisi artificiali in un presente decadente e disilluso. La musica è lo specchio dei racconti, i suoni si fondono e si mescolano con i personaggi, e vestendoli, colorandoli, prendendoli per mano, attraversano assieme le strade sterrate  dell’esistenza. Il rock’n’roll, animalesco, istintivo, agghiacciante, a volte morbido e avvolgente, si fonde alla poesia, alle parole, che assumono una componente drammaturgica e semantica essenziale.” Impossibile non perdersi in questa discesa verso le viscere della coscienza.

Lenula lenulaband@gmail.com | facebook.com/lenulailnaufragio

Tracklist:
1. Notte d’inferno [3’05]
2. All’interno [4’28”]
3. Dea dell’amore [3’19”]
4. Corsa al mondo [5’32”]
5. Promessa [4’15”]
6. Il naufragio [3’41”]
7. Stato di confusione [5’28”]
8. Fondo [5’20”]
9. Senza tempo [4’28”]
10. Modellando la notte [4’35”]
11. Profumi d’epoca [4’58”]

F.P.