Davide Boosta Dileo regala a Libera una biblioteca

Boosta 2-2Davide Boosta Dileo, il fantastico tastierista dei Subsonica e DJ racconta oggi sulla sua pagina facebook il rapporto instaurato con Libera, e il gesto, il primo dei tanti, che andrà a inserirsi in un progetto ben più grande. Dice Boosta: Presto insieme a Libera attrezzeremo una rete di ricezione e questo gesto, per chi desideri farlo, sarà un piccolo passo di responsabilità.” Il dono della sua biblioteca come gesto per scuotere e invitare alla riflessione. “Un piccolo gesto” dice, perchè “Un Paese che non legge è un Paese che non ha strumenti per sconfiggere la paura”. Parole che si legano e viaggiano in parallelo con altri grandi progetti che grandi artisti del panorama musicale italiano hanno messo in piedi.

Ci viene in mente ad esempio “hai paura del buio” il festival organizzato dagli Afterhours che mercoledì scorso ha regalato l’intero ricavato a Soleterre Onlus, e una buona dose di riflessione a autocritica a tutti i presenti coinvolti.

Boosta non è nuovo al panorama sociale e culturale, ricordiamo la sua partecipazione attiva al festival di Ecologia e Solidarietà di Festambiente di quest’anno, in cui ha preso parte al dibattito sul diritto di cittadinanza raccontando tra l’altro di quanto Torino sia stata una città “formativa” per lui e per i Subsonica nel concepire la multiculturalità come risorsa e non come ostacolo. images (10)

Ecco le parole di oggi Boosta:

Ho donato tutta la mia biblioteca.
L’ho donata a Libera e tutto quello che ho letto ed imparato, quello che ho amato e sognato finirà sulle mensole di due beni confiscati alle mafie qui, in provincia di Torino, per gli occhi di tutti.
Che senso avrebbe avuto tenerli in casa quando erano già stati letti, divorati, amati, odiati, non considerati, annusati.
Il rapporto dell’Ocse che relega l’Italia in una posizione di bassezza inaudita è il sintomo piu’ allarmante che potessimo scoprirci addosso.
Il mio è un piccolo gesto. molto sensato.
Un Paese che non legge è un Paese che non immagina.
Non immaginare significa chiudere la porta ad un futuro diverso.
Un Paese che non legge è un Paese che non ha strumenti per sconfiggere la paura.
E la paura è sempre foriera di guerra e sudditanza, di egoismo ed incapacità.
Una società civile e responsabile che crede in un tempo migliore non puo’ permettersi un’abiura cosi’ definitiva nei confronti del futuro.
Senza leggere diventiamo vigliacchi.
Senza leggere non esiste scala mobile.
Di valori e denari e desideri.

Se vi va parlatene in giro, rifletteteci.
Presto insieme a Libera attrezzeremo una rete di ricezione e questo gesto, per chi desideri farlo, sarà un piccolo passo di responsabilità.
Per il prossimo.
Per noi.