Daniele Silvestri @ Villa Arconati Festival: foto e report

daniele silvestri

Elena Contenta – Anji

Daniele Silvestri live al Festival di Villa Arconati. In apertura Bobo Rondelli. Annunciati sul palco anche Max Gazzé, Roy Paci e Diego Mancino. Lamusicarock per questa stagione collabora con la rassegna che si realizza nella splendida cornice di Castellazzo di Bollate, e non ci siamo ovviamente persi un evento così interessante anche se una pioggia, poco clemente nei confronti dell’estate milanese, ha accompagnato la serata.

Apre la serata Bobo Rondelli, che ci estasia con i suoi brani tra jazz, blues e la classica musica italiana. Accompagnato da  l’Orchestrino. bobo rondelliBobo ha scaldato i tanti accorsi alla Villa nonostante la pioggia con il suo ultimo lavoro, A Famous Local Singer, album uscito lo scorso maggio, in cui Bobo Rondellli suona proprio con l’Orchestrino, una brass band formata da Dimitri Grechi Espinoza (sax tenore, sax alto, arrangiamenti), Filippo Ceccarini (tromba), Beppe Scardino (sax baritono), Tony Cattano (trombone), Daniele Paoletti (rullante), Simone Padovani 
(cassa), e con Fabio Marchiori (melodica).

Arriviamo sotto al palco, si inizia con Ma che discorsiSilvestri è energia pura. Non si può restare immuni di fronte al suo fascino. Ringrazia i coraggiosi presenti nonostante il tempaccio, e promette “sarà una lunga serata”. Esegue Sornione e Il viaggio, pezzi freschissimi che portano a Via col vento attraverso un emozionante assolo di violino per mano di Rodrigo D’Erasmo (uno dei migliori sul palco). rodrigo d'0erasmoSi inizia a salire di ritmo con L’uomo col megafono, Precario è il mondo e L’appello. Sul palco sale Roy Paci (che Silvestri definisce addirittura più rock ‘n roll di Pupo) e la band esegue una strepitosa versione de L’autostrada chiusa meravigliosamente con una doppia tromba potentissima che provoca più d’un brivido tra il pubblico. La band scalmanata inizia a scambiarsi gli strumenti sul palco e parte la dolcissima Il mondo stretto in una manoMentre tutti i musicisti se ne vanno in giro sembra crearsi una magnifica festa. Una festa esuberante che culmina nel Flamenco della doccia, uno dei pezzi più belli di Silvestri. Un’esplosione totale che porta a Me fece mele a chepa passando per un assolo di batteria del bravissimo Piero Monterisi. Questa parte del concerto si chiude con Lo scotch, pezzo triste che racconta i dolori di un trasloco, quando dentro agli scatoloni vorresti mettere via anche, e forse soltanto, la sofferenza.

gazzè silvestriE’ il momento di Max Gazzé (in tour con il suo “Sotto Casa”, lo abbiamo visto lo scorso inverno, e lo rivedremo venerdì 19 luglio al Carroponte). L’artista romano entra sul palco recitando un passo che chiude con “perché il male che non potevo evitare di farle è solo acqua che scorre e lascia il posto a Diego Mancino che duetta con Silvestri in questo malinconico brano. Prima della pausa il cantautore romano ci regala ancora Il mio nemico e Sono io. Lo stacco è un momento di luci strobo e musica elettronica. Un ponte che porta con grazia all’ultima parte e dimostra la versatilità di Silvestri, il suo aprire a tutti i generi musicali, circondandosi di artisti di altissimo livello e saggiando sempre nuove forme di espressione. L’onda elettronica conduce a Gino e l’alfetta e poi, subito, a Salirò. Tutto il pubblico la canta. I sorrisi e l’allegria iniziano a prendere (finalmente) il posto degli ombrelli. E’ il primo buio. Ma la fine è lontana. Silvestri esce e subito torna sul palco. Questa volta solo al piano. A bocca chiusa. Un momento molto intenso.

Sulle note della canzone sanremese rientra tutta la band per il gran finale. Con Gazzé al basso Silvestri canta Testardo. Poi è il momento della sperimentazione. E allora si gioca con il pubblico e con la canzone itinerante Stizziscitici, brano costruito con i più noti scioglilingua del nostro paese che ha per ritornello proprio questa impronunciabile espressione. Una sequenza che dimostra la straordinaria padronanza di Silvestri e la sua voglia di stupire e far sorridere. Dopo l’esperimento (assolutamente riuscito – soprattutto quando Gazzé tenta di dire Stizziscitici), l’ultimo pezzo. Cohiba. Una scelta forte ed intelligente, attuale e preziosa. Il pubblico è rapito ed esaltato. Silvestri ci saluta. Tanto bene. Guardiamo il cielo. Ha smesso di piovere.

Elena Contenta – Anji

[shashin type=”albumphotos” id=”151″ size=”small” crop=”n” columns=”max” caption=”n” order=”date” position=”center”]