Dall’eco degli Wilco e Pearl Jam: Giovanni De Cillis, la recensione

Milanese. Classe 1980. Un sound leggero, una lunga carezza tra le parole, una voce figlia naturale dei più autorevoli “Made in USA”. Da oltre dieci anni cantante dei Coil Spring, gruppo punk-rock con al seguito un repertorio piuttosto ricco di brani originali. Al primo ascolto Giovanni De Cillis è fascino puro. Come lui stesso dice di sé, i toni ricordano i più ben noti Wilco e Pearl jam anche se resta sovrana, come un’eco, la maniera del più grande Johnny Cash. Due gli EP all’attivo come solista “Verses from the sky” e “The air (is changin’)”. Il primo prodotto dopo una breve esperienza a New York contiene tre brani di altissimo livello musicale, rafforzati senza dubbio da una voce meravigliosa, intrigante eppure trasparente, piena ma leggera. I primi pezzi raccontano una storia semplice, resa comunque con un’autorevolezza matura e incisiva, che stupisce per equilibrio e sonorità. La terza canzone “Stoop” se ne discosta per ricordare nemmeno troppo velatamente i britannici Oasis con un risultato di grande impatto (sul sito http://giovannidecillis.zimbalam.com/ è possibile vedere il video realizzato per questo ultimo brano oltre che ascoltare tutti gli EP di De Cillis e alcuni brani dei Coil Spring). Nel secondo EP “The air (is changin’)” troviamo due brani, anche qui di estremo spessore. “The air” risulta senz’altro il migliore, causa l’introduzione della tromba, strumento in perfetto accordo con l’atmosfera ricreata dal cantante. Frugando meglio su internet (http://soundcloud.com/jdecio) è possibile ascoltare anche un brano in italiano “E se (il mondo fosse quel vedi)”, tre minuti e quarantacinque secondi in cui De Cillis dimostra di possedere tra le sue sfaccettature un aspetto indie rock non trascurabile. Insomma gli ingredienti ci sono tutti, le dosi perfette. Ci vuole un LP. Abbiamo fame.

Vi lasciamo con alcune foto del live di Giovanni dello scorso 9/10/12:

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Elena Contenta