Crazy Cow Fest: Il Teatro degli Orrori

tdoreport e photo by Alucard

Prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la provincia di Brescia. Destinazione Paderno Franciacorta. In questo paese, tra filari di vigna e campi coltivati, si svolge il Crazy Cow Fest e quest’anno raggiunge la nona edizione. È un festival organizzato dai volontari dell’associazione Crazy Cow e ospita il meglio dei gruppi della scena indipendente italiana.

Per questa edizione il programma è stato ricco,  TEATRO DEGLI ORRORI + FUSCH ,  LNRIPLEY + HATE BOSS, GIURADEI + MARIA DEVIGILI,  APPINO + POLAR 4 THE MASSES.

Giovedì sera l’atmosfera è un po’ particolare: è il primo giorno del festival è tocca ai Teatro degli Orrori animare la serata. La prima volta che vidi questo gruppo è stato nel 2008 quello che mi stupì allora era il senso di violenza e di teatralità che metteva in scena la band. Il basso distorto del Ragno, la batteria assordante di Valente e la furia di Capovilla mi avevano conquistato. Tornando a casa e ascoltando il disco, i testi si sposavano perfettamente con i loro suoni. Che storie fantastiche erano raccontante. Sono passati davvero tanti anni da quella prima volta e nel frattempo sono usciti altri due dischi (“A sangue freddo”, “Il mondo nuovo”), sono passati tantissimi live, sono avvenuti dei cambi nella formazione e si è scritto di tutto e di più sui TDO.

NMS_3419Al Crazy Cow Fest, il gruppo che apre la serata è quello dei Fusch, gruppo bergamasco appartenente all’etichetta discografica Jestrai, di cui si è svolto da poco il festival. La band formata da Mariateresa Regazzoni , Mario Moleri,Alessandro Dentico e Pier Mecca registrano il primo disco “Corinto” nel 2012 e le sonorità che lo descrivono al meglio sono un mix tra estetica wave e post rock. Nel 2013 è uscito “Mont CC 9.0 (First Act)” la prima parte di un progetto che prevede l’uscita di tre dischi, che raccontano le avventure e le esperienze vissute dalla band durante la tournée del 2012. Le sonorità noise del gruppo accompagnano la discesa del sole e preparano l’atmosfera per l’arrivo dei TDO.

Dopo un po’ di attesa i TDO salgono sul palco e rimangono fermi, creando un attimo di suspense. La coreografia dietro al palco è la copertina del disco “A sangue freddo”, infatti vengono eseguite tutte le canzoni di quell’album, seguendo lo stesso ordine in cui sono state registrate.

Partono le note di “Io ti aspetto” e qualcosa di molto simile alla commozione mi sorprende: “Sul quel dolce profilo di persona perbene che sei” e tutti stiamo pensando a qualcuno nel nostro cuore in quel momento.

E cosi via. Una canzone alla volta, senza interruzione, con Capovilla che fuma una sigaretta dietro l’altra. Ne aspira metà e poi la butta via.

Parte “Alt!”, violenta, veloce e Capovilla salta alcuni pezzi. Si scusa con noi per aver dimenticato qualche parola e dedica la canzone al ricordo degli omicidi di Aldrovandi e di Cucchi e alle loro famiglie. Parla delle colpe della polizia, dello Stato e dice che forse un po’ è anche colpa nostra. In quel momento parte “E’ colpa mia”, uno dei pezzi più belli e carichi di pathos. Ricordo un live dove Pierpaolo si era davvero commosso cantando questa canzone. In un’intervista disse che questa canzone rappresentava l’ammissione del fallimento di un’intera generazione. Il concerto si conclude con “Non vedo l’ora” dell’ultimo disco e con uno dei grandi classici “La canzone di Tom”.

Bisogna ammettere che ci si aspettava più gente a vederli questa sera, aspettiamo con impazienza che Capovilla e famiglia producano un nuovo album, magari tornando ai livelli del primo loro lavoro.

report e photo by Alucard

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