Cesare Cremonini “La teoria dei colori tour 2012”: Recensione dello show di Milano e scaletta

img_0374-copia<<“Quello è di Milano”. Quando eravamo ragazzi guardavamo così gli amici milanesi. Un misto fra consapevole distanza e per certi versi ammirazione per chi sapevamo frequentare i locali più fighi ed i negozi migliori>>. Ora che gli occhi “milanesi” di un forum stracolmo, sono su di lui, Cesare sceglie questo ricordo per descrivere ciò che prova nel ringraziare un pubblico così numeroso da emozionarlo. Un pubblico che in lui rivede proprio quel ragazzo di Bologna, quello che guarda Milano con distante e segreta ammirazione e che ancora oggi gira sotto i portici di Bologna, per i suoi colli. Basta sentire il tono di voce con ringrazia il suo pubblico, per rendersene conto. Più delle parole che dice infatti, il tono con cui Cesare parla al Forum restituisce al pubblico l’emozione del suo beniamino.

 “La teoria dei colori tour2012”è uno show che ripercorre tutta la carriera di Cremonini. Proprio come l’esordio ai tempi di “Squerez”, anche l’inizio del concerto è sfolgorante. Alle 21.15 Cesare apre, accompagnato da una band di otto elementi più l’amico Ballo, con “Il Comico”. La risposta del pubblico è immediata, merito anche di un allestimento scenico che non lascia nulla al caso. Dai tre maxi-schermi alle spalle dell’artista, al riquadro led i cui giochi di luci ripropongono le fantasie che fanno da copertina al nuovo album. “Dicono di me” e il concerto entra nel vivo. Poi subito uno dei suoi momenti più intensi. Quando dopo “Padre e Madre” Cesare attacca una versione di “Latin Lover” praticamente solo voce, il pubblico sembra chiedersi se non sia già questo gran finale. Siamo però solo all’inizio. Una versione forse un po’ troppo lunga di “Figlio di un Re”, permette a Cesare di raggiungere il pianoforte sistemato su di un palchetto posizionato in mezzo alla platea.

img_0274-copiaÈ il suo momento. Voce e piano attacca “Due stelle nel cielo”. Poi tutto d’un fiato arrivano “Vieni a vedere perché”, “Vorrei” e “Niente di più”. Cesare si diverte come e quanto il suo pubblico. Lo si capisce quando dopo le prime note di “Vorrei” abbandona il pianoforte e si allontana dal microfono sovrastato dalla voce del forum. Un numero nato durante un concerto nella sua Bologna, quando la voce dei fans copriva a tal punto la melodia da costringere Cesare a smettere di suonare per godersi l’abbraccio del suo pubblico. Da quel giorno “Vorrei” la cantano i fans, e anche stasera è così.

Si torna sul palco principale, senza fermarsi un secondo. È la volta di “Mondo” con Jovanotti sullo schermo, di “Una Come te” e di “50 Special”. Uno dei pezzi più pop della musica italiana, scritto quando ancora il pop poteva essere d’autore e non esistevano pop star da bruciare in una stagione. Cesare è cresciuto. È grande al punto che, a differenza di qualche anno fa, non c’è più da vergognarsi se ascoltando alcune aperture de “Le sei e ventisei” viene in mente il Battisti de “La luce dell’est”. Questo perché ormai il suo modo di scrivere, di comporre e di cantare è parte della nostra musica leggera. A conferma di ciò vi è poi una vocalità e una padronanza del palco, che consentono a Cesare di tenere la scena per più di due ore senza la minima incertezza. Come potrebbe altrimenti permettersi un brano come “Hello” a fine serata?

Due ore per ripercorrere un cammino iniziato circa dieci anni fa. Una strada fatta di capelli platino, giubbotti Woolrich e occhiali da sole,  gite scolastiche e ragazze. Non c’è tempo di diventare nostalgici però. “Domani sarà un giorno migliore. Vedrai”. Cesare chiude così.

La scaletta del concerto di Milano:

Il comico
Stupido a chi?
Dicono di Me
Amami quando è il momento
Le tue parole fanno male
Padre Madre
Latin Lover
L’uomo che viaggia tra le stelle
Non ti amo più
Figlio di un re
Due stelle nel cielo
Vieni a vedere perché
Vorrei
Niente di più
Mondo
Una come te
La nuova stella di Broadway
50 Special
Il sole
Marmellata #25
Il pagliaccio
Le sei e ventisei
I Love you
Hello!
Un giorno migliore