Alessandro Grazian: Invito ai Naviganti, Armi – La recensione

alessandroAlessandro Grazian è un compositore dalla poetica piuttosto chiara. Sostiene per esempio che la vita restituisce quello che le hai dato, che c’è un prezzo per l’inettitudine, che ci sono due sbocchi possibili per i naviganti: o anneghi, o cammini. Intendiamoci, l’approccio è tutt’altro che “matematico”. E se è vero che di piccola rivoluzione si è spesso parlato, evidenziando che “Armi”, l’ultimo suo lavoro uscito lo scorso ottobre, è una creatura diversa dai dischi precedenti, più “cattiva” (e più rock), tuttavia non manca, anche in “Armi”, quell’ attitudine tipicamente romantica e decadente, che Grazian però mescola qui ad un inedito desiderio di riscatto, nutrito di forza di volontà, e di azione. “Sarà per il tuo viso in cui ti  riconosci sempre meno ora che non c’è verso di ritornare indietro a quando non te ne curavi (…); Sarà per le rovine stupefacenti che ti hanno sedotta e abbandonata  e adesso è tutto meno intenso di quello che credevi” (“Se tocca a te”): il tormento, dolce e maudìt, di percepirsi come foglie lanciate per aria da una forza imperscrutabile, trova un nuovo senso nella consapevolezza che, almeno in parte, diventiamo quello che decidiamo di costruire per noi stessi. E se non ce la facciamo, è anche colpa nostra. Di qui, l’invito ad affilare le “Armi”, quelle della volontà, dell’azione, di quell’ispirazione poetica che il mantra alla CSI del penultimo pezzo dell’album consiglia, provocatoriamente, di risparmiarsi. Il musicista Grazian, che per inciso vanta numerose collaborazioni con artisti di rilievo come Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa, Afterhours) o Leziero Rescigno (La Crus, Amor Fou), quest’ultimo anche coproduttore artistico di “Armi”, confeziona così un disco dalle sonorità più sporche e incisive, con arrangiamenti che superano le passate aperture di fiati e archi, e favoriscono batteria, synth, chitarre elettriche. Nell’ultimo brano, “il Mattino”, viene poi fuori netta l’anima new wave, con suggestioni che a tratti ricordano i “The Jesus and Mary Chain”, esponenti di punta del post punk anglosassone degli anni ottanta. Insomma, la creatura di Grazian ha superato l’inverno dei viaggi in solitaria dietro alle finestre, tra i fumi della metropoli, accanto a un camino, o nei piccoli club, e si appresta a farsi apprezzare in mezzo al sudore delle strettoie umane, dentro ai festival, ai parchi, alle arene. Le premesse non paiono deludere.

Vi invitiamo ad assistere ad un suo live, il prossimo 4 aprile @ Alcatraz Milano, in apertura ai Marta sui Tubi. Per le altre date, tutte le info qui!

Margherita D’Andrea