Adolfo Dececco: “Metromoralità”, la recensione

“Metromoralità” è il primo disco del cantautore abruzzese Adolfo Dececco.

Prova superata per Adolfo Dececco, che con il suo “Metromoralità” consegna al pubblico un disco piacevole all’ascolto e mai banale nei suoi testi. L’album rivolge un malinconico sguardo al rock dei cantautori anni ’70, ma è ben contestualizzato in un presente all’interno del quale fa fatica a riconoscersi e preoccupato da un futuro da crisi di identità.

La cover di "metromoralità"
La cover di “metromoralità”

Ad aprire il disco è la title track “Metromoralità”. Il pezzo racconta l’Italia di oggi come il Paese delle reazioni a posteriori,  di una generazione che pretende la rivoluzione, ma vorrebbe anche poterla osservare comodamente seduto sul divano, magari attraverso quello schermo che sempre più lo intrattiene a luce spenta. Racconta dello “spleen”, della difficoltà di parlarsi veramente e di come non ci si possa sentire più soli che in mezzo ad una folla di sconosciuti. “Chiara che ne pensi” si fa notare per la sua armonica, l’associazione immediata è Bob Dylan, ma senza togliere nulla a nessuno il nostro pensiero a volte corre attraverso scorciatoie cognitive.

Tempo tecnico” e “Touch screen” raccontano della difficoltà di guardare il mondo attraverso uno schermo, di come siamo convinti di conoscere tutto perché navighiamo in rete, di come basti una bella foto su di un social network per poter apparire, di come in realtà a nessuno interessi poi conoscere qualcun altro: “Chi siamo noi che impariamo il mondo con l’Iphone?”. Fino all’illusione di poter cambiare il mondo sfiorandolo sul touch screen, alla quale fa da controaltare la consapevolezza di rischiare di non viverlo mai.

Il tempo dell’amore” inaugura la seconda parte di “Metromoralità”, quella dedicata all’amore. “Il tempo dell’amore” è una canzone costruita secondo i canoni della ballata, in cui l’amore diventa un infinito e continuo rincorrersi dall’incerto finale. “L’amore paziente” è invece la speranza di riuscire a raggiungerlo quell’amore genuino e quotidiano. “Canzone semplice” e “Dietro le nuvole” portano con sé la speranza di un cielo pulito d’estate e la riscoperta della semplicità. “Come si coltivano i fiori” e “A cena da soli” chiudono il disco, cantando la riscoperta di sé stessi.

Le dieci tracce di “Metromoralità” mettono insieme un album decisamente riuscito, un disco capace di raccontare ciò che voleva esprimere. Prodotta da Vince Tempera (autore di sigle di cartoni animati passate alla storia come “Ufo Robot) e Guido Guglielminetti (bassista di Francesco De Gregori), la seconda prova di Adolfo Dececco è davvero convincente.

“Metromoralità” track list

01)      Metromoralità
02)      Chiara che pensi?
03)      Tempo tecnico
04)      Touchscreen
05)      Il tempo dell’amore
06)      L’amore paziente
07)      Canzone semplice
08)      Come si coltivano i fiori
09)      Dietro le nuvole
10)      A cena da soli